
Calcificandomi depredo i sogni
Pacato
È per te che non estinguo pur non volando
Perché armentato da callori giallastri.
Mutando non vivrò più del mio dedito lavoro
scamperò da te,
Non infliggerò sofferenze
Non naterò in altro stomaco
“Id quod divinum est aeternum ”




"Confusione" di Joe Reese, olio su tela,2002
La vita non è meta, ma percorso.Percorso da percorrere, a volte correndo, camminando, strisciando.Fermandosi ad osservare ciò che si è compiuto, prospettivando di nuove,di mete ,ideando meccanicamente di nuovi , di passi, per percorrerle.
Io e la mia vita, non andiamo molto d’accordo. Spesso ci capita di litigare, di insultarci,Così come avviene in ognuna delle tante e più idiomatiche soap opere. Ma infondo ci vogliamo bene. Dobbiamo solo imparare a convivere. È difficoltoso ,costringere un anima a vivere confinata in un corpo. Così come lo è scegliere uno stile di vita, fra i tanti modelli che ci vengono imposti e che ci autoimponiamo, fra la miriade di possibilità, che è il mondo stesso ad offrirci , ignaro di quanto viverlo è ignobilmente frustrante. Io a volte la mia vita la vedrei bene così. pochi brabdelli di stoffa (arruffati giusto per non provare freddo ) una capanna sconfinata dal mondo .Ovvio ,salvo miracoli fisiologici, necessiterei di una castrazione chimica, di un blocco di pensiero ,di atarassia e di una grande dispensa di materiale personal-creativo, tale da riempirla.
Per quanto egoistico possa essere tutto ciò, è empiricamente dimostrato che conviverla , fa troppo male. Sempre. Dal quando ti senti violentato per aver espresso una parte importante di te. A quei momenti in cui ti scontri con l’indifferenza, in cui ti senti incompreso, ferito, umiliato , stonato.









Porto in mano la mia santa croce
gemente e piangente in questa valle di lacrime.
Partorisco la mia rabbia in seno al destino
sbarazzandomi degli affollanti ricordi di cui sono vestito.
Camminando a piedi nudi sulla mia coscienza
ho scritto lettere d'amore e le ho dedicate a te.
Ho gridato del dolore lasciando che mi cambiasse,
pur avvertendoti distante dai miei codardi passi.
Ma adesso che riscopro forza,
Niente è più importante di me in questa libera espressione di me .
Fissando cristalli di pioggia cadere in uno specchio d'acqua,
vedrò volti scavati da lacrime
udirò voci tremanti dal dolore
Solo quando ogni lineamento cambierà
quando ogni somatotopia si modificherà ,
mi libererò anche di me
perchè
Niente è più importante della negazione di me
in questa libera espressione di me.
